Sabato 6 Marzo, è tempo di ricominciare dopo la piccola pausa dovuta alla nascita di Maja. La giornata è fredda e l’aria frizzante, le previsioni sono abbastanza buone ed i pericoli, da bollettino, circoscritti. Insieme ad Alessandra, Giorgio e Michele parcheggiata l’auto nei pressi della cava di Pierabech, calziamo gli sci e per la ripida stradina partiamo in direzione del Monte Oregone.
Mercoledì 10 febbraio il meteo non promette niente di buono, giornata libera da impegni e sopratutto libera per fare della mia attività! Il collega Massimo Candolini mi chiama e mi coinvolge in suo progetto la salita di una linea, forse nuova, nel rio Lavinal di Vandul, in Val Raccolana. Detto fatto, abbiamo già parcheggiato l'auto nei pressi del cimitero prima dell'incrocio dell'abitato di Piani. Qualche centinaio di metri a piedi e poi cominciamo ad addentrarci nel canyon.
Giovedì 4 febbraio la sveglia suona all’alba. Lo zaino è pronto in cucina e dopo una veloce colazione lo carico in spalla..ogni anno che passa mi sembra sempre più pesante!! Lo deposito nel bagagliaio della macchina insieme agli sci da alpinismo, uno sguardo verso il cielo..stelle, sembra una bella giornata, freddo! Faccio un po’ di strada e mi fermo a caricare Marco, che mi accompagnerà nel viaggio ed in questa nuova avventura.
Lunedì primo febbraio insieme al collega Guido Candolini ci dirigiamo nel tarvisiano per un giro di perlustrazione in cerca di nuove linee di ghiaccio da salire. Guido ha fatto alcune foto alla parete che si trova sopra l’abitato di Bagni di Lusnizza, dove ci sono alcune colate che presumibilmente non sono mai state salite. La curiosità e la voglia di avventura sono sempre molte e così una volta parcheggiata l’auto nei pressi della stradina che conduce alla ferrovia ci prepariamo a salire.